Le bottiglie di plastica accompagnano molti di noi nel corso della giornata. Le mettiamo in borsa, le teniamo sulla scrivania accanto alla nostra postazione in ufficio, le usiamo per dissetarci durante la corsa. Insomma, un’abitudine dura a morire che dovrebbe, invece, lasciare il posto a quella più pratica e salutare della borraccia da riempire con acqua del rubinetto depurata.
Per ridurre sempre più la produzione di rifiuti, si tende inoltre a riutilizzare la stessa bottiglietta, nella convinzione di contribuire così in maniera attiva al riciclo dei contenitori di plastica. Peccato, però, che ogni imballaggio abbia una durata limitata e che sia preferibile evitare di versare l’acqua potabile in bottiglie già riempite in precedenza. Per quanto nasca da un intento lodevole, il riuso presenta infatti dei limiti evidenti. Vediamo quali.
Perché evitare il riuso
Le bottiglie di plastica possono essere riutilizzate nel tempo? La risposta è piuttosto decisa: meglio evitare, soprattutto se si parla dei classici contenitori monouso. Ne è un esempio la bottiglia di plastica dell’acqua minerale, progettata per essere smaltita dopo un solo utilizzo.
Il motivo è che, con l’uso ripetuto nel tempo, la bottiglia può perdere le sue caratteristiche chimiche e tecnologiche, diventando inadatta al contatto con gli alimenti. In poche parole, perde la sua peculiarità di contenitore “food grade”, cioè di bottiglia alimentare realizzata per contenere liquidi.
Perché l’acqua in bottiglia scade
Il refill dei contenitori di plastica andrebbe accantonato anche perché ogni bottiglia ha una durata limitata. Parlando di scadenza dell’acqua in bottiglia, però, serve una precisazione: più che una vera e propria data di scadenza, sulle acque minerali si trova il termine minimo di conservazione, cioè la dicitura «da consumarsi preferibilmente entro», fissata dal produttore in genere a uno o due anni dalla data di imbottigliamento. Cosa significa in termini pratici? Che esiste un limite al riuso e una data oltre la quale si sconsiglia di continuare a consumare l’acqua al suo interno, perché potrebbe non mantenere più le sue caratteristiche originali.
Come mai le bottiglie di plastica “scadono” e l’acqua in bottiglia può perdere qualità nel tempo? Le ragioni sono essenzialmente due:
- ogni volta che una bottiglia d’acqua viene aperta e riutilizzata, diventa un ambiente favorevole alla proliferazione dei batteri
- le bottiglie sono realizzate in PET (polietilene tereftalato): con l’usura, oppure se i contenitori vengono esposti a fonti di calore o alla luce solare diretta per lunghi periodi, possono rilasciare piccole quantità di sostanze chimiche indesiderate. Per lo stesso motivo si raccomanda di conservare le confezioni lontano da fonti di luce e calore, in luoghi freschi, puliti e asciutti: un prodotto conservato correttamente mantiene più a lungo le sue caratteristiche. Le bottiglie di vetro, da questo punto di vista, sono più stabili.
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I vantaggi dei sistemi di filtrazione
Per non correre rischi di alcun tipo, la soluzione ottimale è acquistare delle borracce da riempire con l’acqua potabile del proprio rubinetto di casa, accuratamente filtrata mediante i moderni sistemi di depurazione Clearwater. In questo modo il problema della scadenza dell’acqua in bottiglia non si pone più: si può rinunciare all’acquisto di bottiglie di plastica e avere a portata di mano un’acqua sempre buona e sicura, nel pieno rispetto dell’ambiente e con evidenti vantaggi anche per il bilancio familiare.



