Quando si decide di migliorare la qualità dell’acqua che esce dal rubinetto di casa, ci si domanda quale sia l’impianto migliore da installare. Nella scelta tra depuratore e addolcitore si tende spesso a commettere un errore di valutazione, considerandoli simili. I due apparecchi, però, pur avendo entrambi a che fare con l’acqua, si differenziano in modo sostanziale. Ecco perché è bene conoscerne le rispettive caratteristiche e funzionalità.
A cosa serve il depuratore dell’acqua
Parlare di depuratore dell’acqua significa fare riferimento al processo di depurazione. Ricorrendo per esempio all’osmosi inversa o alla microfiltrazione, si procede alla rimozione di contaminanti e impurità che possono peggiorare la qualità dell’acqua destinata all’uso potabile. Affidarsi a uno dei sistemi di depurazione Clearwater risponde, quindi, alla necessità di ottenere un’acqua il più sicura possibile per la salute personale e di tutta la famiglia.
Il depuratore ha infatti la funzione di trattenere residui chimici e impurità eventualmente presenti nell’acqua che beviamo, tra cui sabbia, metalli pesanti e altre sostanze nocive. Come abbiamo spiegato in questo articolo, l’acqua potabile che arriva in casa è sottoposta a rigidi controlli da parte del gestore della rete idrica, ma solo fino al punto di consegna, cioè al contatore: da lì in poi la sua qualità dipende anche dall’impianto interno dell’edificio, e conoscerla spetta al privato, ad esempio partendo da un’analisi gratuita dell’acqua.
Per essere certi che l’acqua potabile di casa sia pura e sicura come si desidera, la soluzione migliore è scegliere un moderno impianto di purificazione, semplice da installare e poco ingombrante grazie alle tecnologie più recenti. Ricordiamo che tutte le apparecchiature domestiche per il trattamento dell’acqua potabile, compresi gli addolcitori domestici, devono rispettare i requisiti del D.M. 25/2012.
Perché usare un addolcitore dell’acqua
L’addolcitore entra in gioco quando l’esigenza è quella di ridurre la durezza dell’acqua. Questo termine indica la quantità di sali di calcio e magnesio disciolti nell’acqua, i principali responsabili del calcare. Oltre a questi, nell’acqua possono essere presenti altri metalli o minerali in grado di influenzarne qualità e sapore.
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Avere un’acqua eccessivamente dura, cioè ricca di calcare, non rappresenta un problema per la salute, quanto per la longevità degli elettrodomestici che si usano ogni giorno, come lavatrici o caldaie. Il calcare ha un impatto negativo anche sulle superfici su cui l’acqua scorre e si deposita, oltre che sul benessere di pelle e capelli ogni volta che vengono lavati.
L’addolcitore ha quindi il compito di eliminare il calcare o, più precisamente, di prevenirne la formazione, rendendo l’acqua meno dura. Il cuore degli addolcitori d’acqua è una resina a scambio ionico: al passaggio dell’acqua, gli ioni di calcio e di magnesio vengono trattenuti dalla resina e sostituiti da ioni di sodio. Questo processo di scambio ionico non può durare all’infinito: quando la resina è esaurita, l’apparecchio avvia le fasi di rigenerazione, in cui viene lavata con una soluzione di acqua e sale. Gli addolcitori sono pensati per essere installati di solito all’ingresso dell’acqua nell’abitazione, così da proteggere l’intero impianto. A differenza del depuratore, però, l’addolcitore non agisce sulla purezza: l’acqua addolcita contiene meno calcare, ma non viene depurata dalle altre sostanze.



