Il filtro dell’acqua si compra, si monta e poi, spesso, si dimentica. A fine settembre la domanda «cosa succede se non si cambia il filtro dell’acqua?» è arrivata anche sulle pagine di alcune testate nazionali, e merita una risposta chiara: un filtro esaurito non solo smette di funzionare, ma in alcuni casi può rendere l’acqua peggiore di quella del rubinetto. Vediamo perché cambiare filtro depuratore (o la cartuccia della caraffa) alla scadenza è importante, quali segnali non vanno ignorati e ogni quanto intervenire.
Cosa succede a un filtro dell’acqua non cambiato
Ogni filtro ha una capacità limitata: trattiene fino a un certo punto, poi si satura. Da lì in avanti possono succedere diverse cose, spesso tutte insieme.
- Smette di trattenere. Un carbone attivo saturo non adsorbe più cloro e altre sostanze; l’acqua passa, ma non viene più trattata.
- Può rilasciare ciò che ha trattenuto. Quando il carbone è saturo, parte delle sostanze adsorbite può tornare in soluzione (si parla di desorbimento), soprattutto se cambia la qualità dell’acqua in ingresso. Come funziona questo materiale lo spieghiamo nella guida ai filtri a carboni attivi per l’acqua.
- Diventa un ambiente favorevole ai batteri. Il materiale filtrante è sempre umido, trattiene anche residui organici e, dopo il carbone, l’acqua non ha più il cloro residuo che la protegge. Le linee guida del Ministero della Salute sui dispositivi di trattamento richiamano proprio la possibile colonizzazione microbica del materiale filtrante. Il rischio aumenta con l’acqua ferma: la caraffa lasciata per giorni sul piano di lavoro o il serbatoio di un impianto usato poco.
- Cala la portata. Sedimenti e incrostazioni intasano il filtro: l’acqua esce più lentamente e il serbatoio si riempie a fatica.
- Peggiorano sapore e odore. Torna il gusto di cloro, oppure compaiono note di stantio, di terra o metalliche.
Osmosi inversa: i prefiltri proteggono la membrana
In un impianto a osmosi inversa il filtro sedimenti e il carbone attivo stanno prima della membrana e servono anche a proteggerla. Se il prefiltro sedimenti è intasato, particelle e sporco arrivano sulla membrana e la sporcano; se il carbone è esaurito, il cloro dell’acquedotto la raggiunge e, con il tempo, può danneggiare le comuni membrane in poliammide. Il risultato è una membrana che rende meno e va sostituita prima del previsto, con un costo ben più alto di quello di un prefiltro. Se volete ripassare le basi, qui trovate cosa fa un depuratore d’acqua e come lavorano i suoi stadi.
I segnali che il filtro va cambiato
- è passato il tempo indicato dal produttore, oppure sono stati superati i litri previsti;
- l’acqua ha di nuovo sapore o odore di cloro, oppure di stantio o metallico;
- l’erogazione è più lenta o il serbatoio impiega molto più tempo a riempirsi;
- l’acqua è meno limpida o si vedono particelle;
- l’indicatore o il timer dell’apparecchio segnala la sostituzione;
- nell’osmosi inversa, la conducibilità dell’acqua trattata (se l’impianto la misura) sale rispetto al solito.
Attenzione però: aspettare i segnali non è la strategia migliore. Una carica batterica non si vede e non sempre si sente. La regola è cambiare il filtro alla scadenza, anche se l’acqua sembra ancora buona.
Ogni quanto cambiare i filtri del depuratore (e della caraffa)
La durata dipende dalla qualità dell’acqua in ingresso, dai consumi e dal modello. Gli intervalli qui sotto sono indicativi e prudenti: il riferimento resta sempre il manuale del produttore.
- Filtro sedimenti: in genere ogni 6-12 mesi, prima se l’acqua è torbida o ricca di particelle.
- Carbone attivo: in genere ogni 6-12 mesi, anche se il sapore sembra ancora a posto.
- Membrana a osmosi inversa: indicativamente da uno a tre anni, a seconda di durezza dell’acqua, consumi e cura dei prefiltri; la verifica si fa misurando la conducibilità dell’acqua trattata.
- Filtro sul rubinetto: dipende molto dal modello; seguite i mesi o i litri indicati sulla confezione.
- Caraffa filtrante: la cartuccia va di norma sostituita circa ogni 4 settimane, o dopo i litri indicati dal produttore.
Oltre alla cartuccia conta l’igiene: la caraffa va lavata spesso, conservata in frigorifero e l’acqua filtrata consumata in tempi brevi. Per un depuratore, invece, alla sostituzione dei filtri va abbinata la sanificazione dell’impianto.
Cambiare filtro depuratore: cosa prevede il D.M. 25/2012
In Italia le apparecchiature per il trattamento dell’acqua potabile in casa sono disciplinate dal D.M. 7 febbraio 2012, n. 25 del Ministero della Salute. Il decreto stabilisce che un apparecchio garantisce le prestazioni dichiarate solo se viene usato e mantenuto secondo il manuale d’uso e manutenzione, che il produttore deve fornire in italiano indicando anche quando vanno sostituite le parti esaurite. Manuale e materiale pubblicitario devono inoltre riportare l’avvertenza che l’apparecchiatura «necessita di una regolare manutenzione periodica».
In pratica, la manutenzione non è un optional: è la condizione perché il depuratore faccia davvero quello per cui è stato progettato. Un impianto trascurato non è più “a norma” nei fatti, anche se lo era il giorno dell’installazione.
Perché conviene una manutenzione programmata
Quasi mai il problema è la cattiva volontà: semplicemente, ci si dimentica. Per questo Clearwater offre ai propri clienti un servizio di manutenzione programmata: un tecnico viene a casa, sostituisce i filtri, sanifica l’impianto e controlla che tutto funzioni, e la scadenza la ricordiamo noi: così cambiare filtro depuratore diventa un appuntamento fisso invece di un pensiero in più. Nessun componente di usura dura per sempre, e non vi diremo il contrario: un filtro ben mantenuto fa ciò per cui è progettato, niente di più. Se in casa avete anche un addolcitore, anche lui ha le sue regole: le trovate nella guida alla manutenzione dell’addolcitore.
In breve: le domande più frequenti
È pericoloso bere acqua da un filtro non cambiato?
Non significa per forza un danno immediato, ma l’acqua può risultare peggiore di quella di rete: il filtro non trattiene più, può rilasciare sostanze e ospitare batteri. Se il filtro è scaduto, meglio bere l’acqua del rubinetto finché non lo si sostituisce.
Si può lavare e riusare la cartuccia?
No, a meno che il produttore non lo preveda espressamente. Carbone attivo e resine non si rigenerano con un risciacquo: la cartuccia esaurita va sostituita.
Cosa fare con un filtro caraffa scaduto?
Sostituirlo e, nel frattempo, non usarlo. Prima di montare quello nuovo lavate bene la caraffa e seguite le istruzioni di preparazione della cartuccia.
Ogni quanto va fatta la manutenzione di un depuratore domestico?
Di solito almeno una volta l’anno, con sostituzione dei filtri e sanificazione, salvo indicazioni diverse del produttore o acqua particolarmente carica.
Prima di tutto, conoscere la propria acqua
Quanto durano i filtri, e quale trattamento serve davvero, dipende dall’acqua che arriva al vostro rubinetto. Se volete capire com’è la vostra e se un depuratore ha senso nel vostro caso, potete prenotare il test gratuito dell’acqua a domicilio: un consulente Clearwater la analizza insieme a voi, senza impegno.



