Il pH dell’acqua indica il suo livello di acidità (o di basicità). Per capire meglio questo parametro bisogna partire da alcuni concetti basilari di chimica. L’acqua è indicata con la formula H2O: è infatti composta da due atomi di idrogeno legati a un atomo di ossigeno. Per un fenomeno chiamato autoionizzazione, però, una piccolissima parte delle molecole d’acqua si scinde, formando due tipi di ioni: H+ e OH−.
Con H+ si indicano gli ioni con carica positiva, con OH− quelli con carica negativa: un atomo di idrogeno si stacca dalla molecola lasciando indietro il proprio elettrone e diventa così uno ione idrogeno (da qui H+); l’elettrone in più resta all’ossigeno, ancora legato all’altro idrogeno (ecco spiegato OH−).
In sostanza il pH indica il rapporto tra ioni H+ e OH− presenti nell’acqua. Dopo questo breve excursus chimico sarà più facile comprendere i valori del pH dell’acqua potabile e capire se un’acqua è adatta al consumo umano o no.
Tipi di acqua in base ai valori del pH
La scala del pH va da 0 a 14 e distingue le sostanze acide o basiche: se il valore è inferiore a 7 la soluzione è acida, se è superiore è basica. In base alla quantità di ioni H+ e OH− nell’acqua, si possono quindi distinguere tre tipi di liquidi:
- acqua neutra (pH pari a 7), quando il numero di ioni H+ e OH− è identico
- acqua acida (pH < 7), quando il pH diminuisce verso lo zero perché aumenta il numero di ioni idrogeno (H+)
- acqua basica o alcalina (pH > 7), quando gli ioni H+ sono meno degli ioni OH−.
Il pH dell’acqua potabile
Per quanto riguarda l’acqua potabile, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indica come valori consigliati l’intervallo tra 6,5 e 8,5, mentre in Italia, secondo il D.Lgs. 18/2023, il pH dell’acqua potabile deve essere compreso tra 6,5 e 9,5. Il pH è un parametro fondamentale per valutare la qualità dell’acqua da bere: un’acqua troppo acida, ad esempio, può essere corrosiva per le tubature e favorire il rilascio di metalli pesanti dai vecchi impianti.
Il pH neutro dell’acqua pura subisce variazioni a contatto con l’aria: l’anidride carbonica si scioglie nell’acqua e la rende leggermente acida. Il pH cambia anche in base alle sostanze acide o basiche disciolte al suo interno, provenienti dai terreni, dalle rocce e da ciò che l’acqua incontra lungo il suo percorso, come i gas disciolti o le piogge acide.
In base a quanto visto finora, un’acqua neutra o leggermente alcalina, con un pH compreso nei limiti di legge, è del tutto adatta al consumo. Non ci sono invece prove che un’acqua più alcalina offra benefici particolari per la salute umana.



