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Legionella in casa: la doccia è pericolosa? Cosa sapere e come prevenirla

Doccetta che spruzza acqua nel bagno di casa

A settembre, tra Lesmo e Arcore, in Brianza, sono stati segnalati sette casi di legionellosi in un mese e l’ATS sta indagando per capire se abbiano una fonte comune. Notizie come questa riportano sempre la stessa domanda: la legionella in casa è un rischio reale? E la doccia è pericolosa? La risposta onesta è che il rischio esiste ma è basso, e dipende molto da come è gestito l’impianto. Chi cerca in rete «legionella doccia» trova spesso messaggi allarmanti o rassicurazioni troppo facili: qui vediamo cos’è questo batterio, dove si annida e cosa potete fare concretamente.

Cos’è la legionella e come si prende (non bevendo l’acqua)

La Legionella è un batterio che vive normalmente nelle acque naturali (fiumi, laghi, sorgenti) e che può colonizzare gli impianti idrici degli edifici. Può causare due quadri: la malattia del legionario, una polmonite anche grave, e la febbre di Pontiac, una forma simil-influenzale che si risolve in pochi giorni.

Il punto chiave è come avviene il contagio. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, la legionella si prende respirando goccioline d’acqua contaminata (aerosol), come quelle che si formano quando l’acqua viene spruzzata o nebulizzata. Non si prende bevendo l’acqua e non si trasmette da persona a persona. Ecco perché, quando si parla di legionella, doccia e idromassaggio sono i primi sorvegliati: in casa l’attenzione va a tutto ciò che crea spruzzi fini.

Perché se ne parla tanto in Italia? Secondo l’ECDC, Francia, Germania, Italia e Spagna insieme rappresentano oltre il 70% dei casi notificati in Europa. In Italia, nel 2024, il sistema di sorveglianza dell’ISS ha registrato 4.627 casi, con picchi a settembre e ottobre e una netta prevalenza al Nord.

Legionella in casa: dove si annida

La legionella prolifera soprattutto nell’acqua tiepida e ferma: la fascia critica, indicata dall’ISS, è tra 20 e 50 °C. Nell’acqua di casa i punti più delicati sono:

  • Boiler e scaldabagni tenuti a temperature basse o poco manutenuti, dove l’acqua calda ristagna a lungo;
  • Soffioni della doccia e rompigetto dei rubinetti, soprattutto se incrostati: calcare e sporco favoriscono il biofilm, una patina in cui i batteri si proteggono;
  • Tubi e rubinetti poco usati (il bagno degli ospiti, la seconda casa, l’appartamento chiuso durante le ferie);
  • altri apparecchi che nebulizzano acqua: vasche idromassaggio, umidificatori, climatizzatori non puliti.

Un dettaglio importante: nel caso di Lesmo del 2023, le verifiche esclusero l’acquedotto e il batterio venne trovato negli impianti delle abitazioni. Spesso il problema non è l’acqua che arriva, ma quello che succede dentro i tubi di casa.

Chi rischia di più

Il batterio è molto diffuso, ma la malattia resta rara: anche durante i focolai si ammala in genere meno del 5% delle persone esposte. Il rischio aumenta con l’età avanzata, il fumo, le malattie croniche e le condizioni che indeboliscono il sistema immunitario. Nei dati ISS del 2024 l’età media dei casi era di circa 70 anni e due casi su tre riguardavano uomini. Se in casa vive una persona fragile, la prevenzione diventa ancora più importante.

Legionella doccia: cosa fare concretamente in casa

La buona notizia è che la prevenzione domestica passa da poche abitudini, in linea con le Linee guida nazionali per la prevenzione della legionellosi del 2015 e con le indicazioni delle autorità sanitarie.

1. Controllate la temperatura dell’acqua calda

Le Linee guida indicano per l’acqua calda un accumulo (boiler) non inferiore a 60 °C e, ai rubinetti, almeno 50 °C entro un minuto di scorrimento; l’acqua fredda dovrebbe restare sotto i 20 °C. Attenzione però alle scottature, soprattutto con bambini e anziani: se alzate la temperatura, valutate con il vostro tecnico un miscelatore termostatico.

2. Fate scorrere l’acqua dopo un’assenza

Al rientro dalle ferie, o se un bagno non si usa da tempo, fate scorrere acqua calda e fredda per qualche minuto (l’ATS Insubria indica circa 5 minuti) prima di fare la doccia. Meglio aprire la finestra e non restare vicino al getto mentre l’acqua scorre, per non respirare gli spruzzi.

3. Pulite e disincrostate soffioni e rompigetto

Smontateli almeno 2-3 volte l’anno, eliminate il calcare con aceto o un anticalcare e disinfettateli; se sono molto rovinati, sostituiteli. Trovate i passaggi nella nostra guida su come pulire il rubinetto di casa.

4. Fate manutenere caldaia e boiler

Le autorità sanitarie consigliano di svuotare, disincrostare e disinfettare i serbatoi di accumulo dell’acqua calda almeno una volta l’anno. Affidatevi a un tecnico qualificato, soprattutto per gli scaldabagni con accumulo.

5. Tenete sotto controllo il calcare

Il calcare di per sé non contiene legionella, ma le incrostazioni in tubi, boiler e soffioni offrono un appiglio al biofilm e rendono meno efficaci pulizia e disinfezione. Ridurlo, con una buona manutenzione o, dove l’acqua è molto dura, con un addolcitore correttamente gestito, aiuta a mantenere l’impianto più pulito. Non è una garanzia contro la legionella, ma un tassello della prevenzione. Approfondite nella guida su come ridurre il calcare.

E il depuratore? Cosa fa e cosa non fa

Meglio essere chiari: un depuratore sotto il lavello tratta l’acqua che bevete e usate in cucina, a valle di quel rubinetto. Non protegge dall’aerosol della doccia, perché l’acqua del bagno non passa dal depuratore, e la legionella non si prende bevendo. Diffidate quindi di chi promette che un depuratore da cucina elimini il rischio legionella in tutta la casa. Contro la legionella nella doccia contano temperatura dell’acqua calda, ricambio, pulizia dei terminali e manutenzione dell’impianto.

Sintomi da non sottovalutare

La malattia del legionario compare in genere dopo 2-10 giorni dall’esposizione (in media 5-6) con febbre, tosse, difficoltà respiratoria e dolore al torace. La febbre di Pontiac dà invece sintomi simili all’influenza. Se avete questi sintomi, soprattutto se siete anziani o fragili, contattate il medico e riferite eventuali esposizioni (viaggi, strutture, casa rimasta chiusa): la diagnosi richiede esami specifici e la legionellosi si cura con antibiotici mirati.

In breve: domande frequenti

Si può prendere la legionella bevendo l’acqua del rubinetto?

No. Il contagio avviene respirando goccioline d’acqua contaminata, non bevendola.

Fare la doccia è pericoloso?

Per la maggior parte delle persone il rischio è basso. Diventa più rilevante con acqua calda tiepida e stagnante, soffioni incrostati e in presenza di persone fragili.

Cosa fare al rientro dalle ferie?

Far scorrere acqua calda e fredda per qualche minuto da tutti i rubinetti e dalla doccia, con la finestra aperta, prima di usarli.

Un depuratore elimina il rischio legionella?

No: tratta l’acqua da bere del rubinetto a cui è collegato, non quella della doccia. La prevenzione passa dall’impianto.

Conoscere la vostra acqua è il primo passo

La legionella in casa si previene soprattutto con la cura dell’impianto. Sapere quanto è dura la vostra acqua e in che condizioni sono tubi e terminali aiuta a scegliere gli interventi giusti; se vi interessa capire meglio cosa può contenere l’acqua di rete, leggete il nostro report sulla qualità dell’acqua potabile in Italia. Se volete partire dai dati, potete prenotare il test gratuito dell’acqua a domicilio: un nostro tecnico misura residuo fisso, conducibilità e presenza di calcare e vi spiega con calma cosa ha senso fare, e cosa no. Il test non è un’analisi microbiologica per la legionella: in caso di sospetto, rivolgetevi alla vostra ATS/ASL o a un laboratorio accreditato.

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