L’acqua che esce dal nostro rubinetto deve rispettare alcuni parametri per poter essere definita potabile. Oltre alla durezza dell’acqua, uno dei valori a cui prestare attenzione è il residuo fisso.
Cosa indica questa espressione e perché è utile saper interpretare il valore riportato sulle etichette dell’acqua e sui rapporti periodici allegati alle bollette? Facciamo un po’ di chiarezza in questo articolo, per essere più consapevoli della qualità dell’acqua che beviamo.
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Cosa è il residuo fisso?
L’espressione “residuo fisso” indica la quantità di sali disciolti nell’acqua: il loro contenuto (espresso in mg/L) si misura pesando il residuo che rimane dopo l’evaporazione di un litro d’acqua a 180 °C. Più il residuo è pesante, più sali minerali contiene l’acqua. In base al valore del residuo fisso, le acque minerali in bottiglia sono classificate così:
- minimamente mineralizzate (o povere di sali): fino a 50 mg/L
- oligominerali (o leggermente mineralizzate): tra 50 e 500 mg/L
- mediamente mineralizzate: tra 500 e 1500 mg/L
- ricche di sali minerali: oltre 1500 mg/L.
Per l’acqua potabile del rubinetto, la normativa (oggi il D.Lgs. 18/2023, che ha sostituito il D.Lgs. 31/2001) indica per il residuo fisso un valore massimo consigliato di 1500 mg/L.
Residuo fisso e durezza, però, non sono la stessa cosa: la durezza misura soprattutto i sali di calcio e magnesio, responsabili del calcare. Quando l’acqua dura crea problemi a tubature ed elettrodomestici, un addolcitore d’acqua può migliorarne la qualità per gli usi domestici: grazie allo scambio ionico, una resina trattiene gli ioni di calcio e magnesio e li sostituisce con ioni di sodio. L’acqua addolcita forma quindi meno calcare, ma il suo residuo fisso non si riduce: per abbassarlo serve un trattamento diverso, come l’osmosi inversa.
Nelle fasi di rigenerazione la resina viene lavata con una soluzione salina, che la ricarica di sodio. Gli addolcitori domestici devono rispettare il D.M. 25/2012 e, prima di scegliere un addolcitore d’acqua, conviene conoscere durezza e residuo fisso dell’acqua di casa.
Il ruolo dei sali minerali nell’organismo
Sul ruolo nell’organismo dei sali minerali contenuti nell’acqua circolano varie opinioni, anche opposte tra loro. È bene però chiarire un punto: i sali disciolti nell’acqua (come calcio, potassio, magnesio, sodio) si trovano sotto forma di ioni e l’organismo può assorbirne una parte, come avviene con quelli degli alimenti. Il calcio, ad esempio, è un componente fondamentale delle ossa, ma la maggior parte del fabbisogno viene coperta dalla dieta.
Che funzione hanno, allora, i sali minerali? Da questi elettroliti dipende il funzionamento elettrico del corpo, come la trasmissione degli impulsi nervosi e la contrazione muscolare, e l’equilibrio dei liquidi.
Per una persona sana non esiste un valore di residuo fisso ideale valido per tutti: sia le acque povere di sali sia quelle più mineralizzate possono far parte di un’alimentazione equilibrata, ricca di frutta e verdura. Chi ha esigenze particolari di salute farà bene a chiedere al proprio medico quale acqua preferire.



