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Acqua microfiltrata cos’è e a cosa serve

Donna che riempie un bicchiere di acqua microfiltrata, con il sistema di filtrazione sotto il lavello

La qualità dell’acqua potabile che beviamo e usiamo ogni giorno è un tema sempre più sentito. Per questo si parla sempre più spesso anche dei sistemi domestici di depurazione, che il progresso tecnologico ha reso disponibili direttamente al rubinetto di casa.

Uno di questi è quello della microfiltrazione. Per capirne la diffusione basta pensare all’acqua servita nei ristoranti: spesso si tratta proprio di acqua microfiltrata, proposta ai commensali in alternativa all’acqua in bottiglia per offrire, anche in una semplice caraffa d’acqua, un tocco di ricercatezza in più. Ma l’acqua microfiltrata cos’è, esattamente?

Cos’è l’acqua microfiltrata

Acqua microfiltrata: cos’è, in concreto? L’acqua microfiltrata è il frutto di un processo di filtrazione con cui le particelle solide contenute all’interno di un liquido o di un gas vengono rimosse facendole passare attraverso una membrana microporosa. Il principio, basato su una membrana, ricorda per certi versi quello dell’osmosi inversa; a variare, però, sono le dimensioni delle particelle trattenute.

La microfiltrazione viene impiegata negli interventi di potabilizzazione dell’acqua quando l’obiettivo è trattenere i batteri patogeni. Nel processo di microfiltrazione si usano, ad esempio, filtri con pori del diametro di 0,5 micron, così che nelle loro maglie restino intrappolati i batteri e le altre particelle presenti nell’acqua.

Spesso il sistema di microfiltrazione abbina alla membrana un filtro a carboni attivi argentizzati, che riduce cloro e odori e, grazie all’argento, limita la proliferazione batterica all’interno del filtro. Insieme, questi stadi rendono l’acqua non solo più pulita, ma anche piacevole da gustare.

Acqua microfiltrata e osmosi inversa: differenze

Quali sono le principali differenze tra gli impianti a osmosi inversa e quelli di microfiltrazione? Entrambi svolgono la funzione di “pulire” l’acqua del rubinetto, quindi sono nati per lo stesso obiettivo. Quello che cambia è il modo in cui avviene la purificazione, ma a variare sono anche le sostanze da cui l’acqua viene depurata.

L’acqua microfiltrata è un’acqua priva di depositi, ruggine, cloro e derivati, che conserva però i sali minerali. Quella prodotta dall’osmosi inversa è, invece, un’acqua molto leggera, quasi distillata: questo sistema di depurazione utilizza una membrana semipermeabile che riduce gran parte dei sali disciolti e molti contaminanti; l’acqua che ne deriva risulta però anche molto povera di sali minerali. In ogni caso, per l’uso potabile ogni impianto domestico deve essere conforme al D.M. 25/2012.

La microfiltrazione è il sistema di filtrazione più adatto alle acque già di buona qualità: alcune sostanze nocive vengono eliminate, senza però alterare i valori dei sali minerali e le proprietà specifiche dell’acqua stessa. Ecco la differenza sostanziale: con la microfiltrazione si può avere acqua più pulita mantenendone la mineralizzazione naturale.

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