Quando si parla della qualità dell’acqua, uno dei parametri che si incontrano più spesso è il residuo fisso dell’acqua. Questo valore compare sulle etichette delle acque minerali e fornisce informazioni sulla quantità complessiva di sostanze minerali disciolte.
Ma cosa è il residuo fisso, come viene misurato e quando un valore può essere considerato basso o elevato?
Conoscere il valore del residuo fisso aiuta soprattutto a capire il grado di mineralizzazione dell’acqua e a confrontare acque con caratteristiche diverse.
Cosa è il residuo fisso dell’acqua?
Il residuo fisso dell’acqua, chiamato anche residuo secco, rappresenta la quantità di sostanze disciolte che rimane dopo l’evaporazione di un determinato volume d’acqua.
Il valore viene generalmente espresso in mg/L, cioè milligrammi per litro.
In termini semplici, durante l’evaporazione dell’acqua la componente liquida viene eliminata, mentre rimangono le sostanze minerali precedentemente disciolte.
Più alto è il valore ottenuto, maggiore è in genere la quantità complessiva di sali minerali presenti nell’acqua.
Per questo motivo minerali e residuo fisso sono strettamente collegati, anche se il dato del residuo fisso non indica quali specifici minerali siano presenti né la quantità di ciascuno.
Come viene misurato il residuo fisso?
Sulle etichette delle acque minerali è frequente trovare l’indicazione “residuo fisso a 180 °C”.
Il parametro viene determinato in laboratorio: un campione d’acqua filtrata viene fatto evaporare e il residuo ottenuto viene essiccato a 180 °C, come previsto dal metodo di analisi, e poi pesato.
Al termine dell’evaporazione dell’acqua, il peso di ciò che rimane permette di determinare il livello complessivo di mineralizzazione.
Il risultato viene espresso in mg/L.
Residuo fisso acqua: quali sono i valori?
In funzione del valore del residuo fisso, le acque minerali naturali vengono suddivise in quattro categorie.
| Tipologia di acqua | Residuo fisso |
|---|---|
| Acque minimamente mineralizzate | ≤ 50 mg/L |
| Acque oligominerali | > 50 e ≤ 500 mg/L |
| Acque mediamente mineralizzate | > 500 e ≤ 1.500 mg/L |
| Acque ricche di sali minerali | > 1.500 mg/L |
Vediamo più nel dettaglio cosa significano questi valori.
Acque minimamente mineralizzate
Le acque minimamente mineralizzate presentano un residuo fisso inferiore o uguale a 50 mg/L.
Quando si parla di acque minimamente mineralizzate con residuo fisso inferiore a quello di tutte le altre categorie, ci si riferisce quindi ad acque con una quantità complessiva molto bassa di sostanze minerali disciolte.
La soglia che identifica questa categoria è quindi un valore minore o uguale a 50 mg/L.
Acque oligominerali
Nelle acque oligominerali il residuo fisso è superiore a 50 mg/L ma inferiore o uguale a 500 mg/L.
Sono quindi più mineralizzate rispetto alle acque minimamente mineralizzate, ma rimangono al di sotto della soglia dei 500 mg/L.
Acque mediamente mineralizzate
Con un residuo fisso compreso tra 500 e 1.500 mg/L (cioè superiore a 500 e fino a 1.500 mg/L), l’acqua rientra nella categoria delle acque mediamente mineralizzate.
Un residuo fisso superiore a 500 mg/L indica quindi una mineralizzazione maggiore rispetto alle acque oligominerali.
Acque ricche di sali minerali
Infine ci sono le acque con residuo fisso superiore a 1.500 mg/L.
Sono definite acque ricche di sali minerali proprio per l’elevata quantità complessiva di sostanze minerali disciolte.
Residuo fisso alto o basso: quale acqua è migliore?
Un errore frequente è considerare automaticamente migliore un’acqua con residuo fisso molto basso.
In realtà, il residuo fisso dell’acqua indica principalmente il livello complessivo di mineralizzazione e non rappresenta da solo un indice della qualità o della sicurezza dell’acqua.
Un’acqua con un residuo fisso basso contiene complessivamente meno sostanze minerali disciolte, mentre un’acqua con un valore maggiore presenta una mineralizzazione superiore.
Per valutare le caratteristiche di un’acqua bisogna quindi considerare anche la sua composizione e i singoli parametri analitici.
Quali minerali contribuiscono al residuo fisso?
Nell’acqua possono essere presenti naturalmente diversi minerali e ioni, tra cui calcio, magnesio, sodio, potassio e bicarbonati.
Quantità e composizione variano in base all’origine dell’acqua e alle caratteristiche geologiche del territorio attraversato.
Due acque possono quindi presentare un residuo fisso compreso nella stessa categoria ma avere una composizione minerale differente.
Per conoscere nel dettaglio le caratteristiche di un’acqua non è sufficiente osservare soltanto il residuo fisso: bisogna considerare l’intera analisi chimica.
Residuo fisso dell’acqua del rubinetto
Il concetto di residuo fisso dell’acqua non riguarda esclusivamente l’acqua minerale confezionata.
Anche l’acqua distribuita dalla rete idrica contiene naturalmente sali minerali, in concentrazioni diverse a seconda della zona di provenienza. Per l’acqua del rubinetto il valore massimo consigliato del residuo fisso è di 1.500 mg/L.
Per conoscere le caratteristiche dell’acqua del proprio comune è possibile consultare le analisi pubblicate dal gestore del servizio idrico.
Se invece si desidera approfondire le caratteristiche dell’acqua all’interno della propria abitazione, può essere utile effettuare controlli specifici, soprattutto quando si sta valutando l’installazione di un sistema per il trattamento dell’acqua.
Residuo fisso e pH sono la stessa cosa?
No. Il residuo fisso e il pH sono due parametri completamente differenti.
Il residuo fisso fornisce un’indicazione sulla quantità complessiva di sostanze minerali disciolte nell’acqua.
Il pH, invece, indica quanto una soluzione sia acida, neutra o alcalina su una scala da 0 a 14; per l’acqua potabile l’intervallo di riferimento va da 6,5 a 9,5.
Di conseguenza, non è possibile determinare il pH di un’acqua conoscendo il suo residuo fisso e viceversa.
Perché conoscere il residuo fisso dell’acqua?
Conoscere il residuo fisso dell’acqua permette di comprendere meglio il livello di mineralizzazione e di interpretare con maggiore consapevolezza le informazioni presenti sulle etichette delle acque minerali o nei risultati delle analisi dell’acqua.
Un valore basso non significa necessariamente acqua migliore, così come un valore elevato non indica automaticamente un problema.
Il residuo fisso deve essere considerato insieme agli altri parametri che descrivono la composizione e le caratteristiche dell’acqua.



