L’acqua potabile del rubinetto è un’acqua di qualità controllata già in partenza dal gestore del servizio idrico. Attraverso rigide verifiche periodiche sui parametri fisici, chimici e microbiologici previsti dal D.Lgs. 18/2023 (che ha sostituito il precedente D.Lgs. 31/2001), gestori e ASL garantiscono la sicurezza e l’affidabilità dell’acqua fino al contatore di casa.
Da questo punto in poi la responsabilità passa all’utente finale: nel tratto che va dal contatore al rubinetto possono esserci tubazioni vecchie o deteriorate, in grado di provocare alterazioni dell’acqua che beviamo.
Per risolvere questo tipo di problemi, i prodotti Clearwater per la casa rappresentano una soluzione efficace per ridurre le possibili sostanze indesiderate e rendere migliore l’acqua destinata all’uso domestico, anche per quanto riguarda la presenza di calcare.
Durezza dell’acqua potabile e calcare
Sul calcare nell’acqua del rubinetto circolano diverse false credenze, sulle quali è utile fare chiarezza per essere più consapevoli del valore dell’acqua che beviamo e usiamo ogni giorno in casa.
Una di queste riguarda la durezza dell’acqua e la presenza di calcare. Si tende a pensare che l’acqua in bottiglia non contenga calcare come quella del rubinetto e che il calcare sia molto dannoso per la salute; in molti, insomma, considerano la durezza un indicatore della qualità dell’acqua potabile: più è “dura”, meno è salutare. La realtà è diversa. La durezza misura la quantità di sali di calcio e magnesio presenti nell’acqua potabile e si esprime in gradi francesi (°f): 1 °f corrisponde a 10 mg/L di carbonato di calcio. Il contenuto complessivo di sali minerali, invece, è indicato dal residuo fisso. Un’acqua dura, quindi, non è di per sé un’acqua meno sicura.
Cosa è necessario sapere
- Così come l’acqua del rubinetto, anche molte acque in bottiglia contengono calcare. Per rendersi conto della presenza di calcare nell’acqua del rubinetto basta far bollire l’acqua per cucinare la pasta: con il calore parte dei sali disciolti precipita sotto forma di carbonato di calcio, lasciando le tipiche tracce bianche sulla pentola.
- La durezza dell’acqua non è un difetto: calcio e magnesio sono minerali, e un loro apporto adeguato è essenziale per la nostra salute. Alcuni studi hanno anche osservato un’associazione tra acque più dure e un minor rischio di osteoporosi e malattie cardiovascolari, anche se le evidenze non sono conclusive. Il calcare può invece essere un problema per tubi e impianti domestici, perché favorisce la formazione di depositi e incrostazioni che, nel tempo, fanno deteriorare più rapidamente gli elettrodomestici. In questo caso si può intervenire installando degli addolcitori d’acqua.
- Un’altra convinzione diffusa è che «il calcare dell’acqua del rubinetto fa venire i calcoli». In realtà non ci sono prove che il calcare dell’acqua potabile favorisca la formazione di calcoli renali nelle persone sane: rinunciare all’acqua del rubinetto per questo motivo non è giustificato da evidenze scientifiche. Chi ha già sofferto di calcoli, invece, dovrebbe seguire le indicazioni del medico, che in alcuni casi può suggerire di utilizzare acque leggere e, soprattutto, di bere a sufficienza.



