I report periodici sulla qualità dell’acqua vengono forniti ai cittadini dalla maggior parte delle società idriche, a cui spetta il compito di controllarla. In questi rapporti, consultabili online o allegati alle bollette dell’acqua, non sempre sono indicati tutti i valori: spesso mancano, ad esempio, gli eventuali contaminanti chimici presenti e i principali metalli pesanti.
Sebbene queste informazioni possano risultare limitate per valutare in modo approfondito la qualità dell’acqua del rubinetto, possiamo comunque imparare a interpretare alcuni dei principali parametri dell’acqua potabile riportati nei report. Si tratta di parametri chimico-fisici e microbiologici che le acque destinate al consumo umano devono rispettare secondo il D.Lgs. 18/2023, la norma che dal 2023 ha sostituito il D.Lgs. 31/2001.
Nitriti e nitrati
La presenza di nitriti nell’acqua è un indice di inquinamento recente, la cui responsabilità è principalmente umana: si pensi all’uso di fertilizzanti chimici, agli allevamenti o agli scarichi che contengono azoto di origine organica. Per le acque potabili il D.Lgs. 18/2023 fissa un limite massimo di 0,50 mg/L al rubinetto.
I nitrati, invece, possono essere presenti nelle acque sia in seguito ad attività umane sia per effetto di fenomeni naturali; la loro presenza nelle falde acquifere indica per lo più l’inquinamento dei terreni causato da trattamenti di fertilizzazione o l’infiltrazione di acque di scolo. Il valore massimo stabilito dal D.Lgs. 18/2023 è di 50 mg/L.
Sodio
Il sodio è un elemento fondamentale per l’organismo umano e il suo metabolismo, poiché contribuisce al mantenimento del bilancio idrico. Ovviamente non va assunto in quantità eccessive, perché può rappresentare un fattore di rischio per chi soffre di ipertensione arteriosa, ma nella giusta dose serve a garantire al nostro corpo il giusto fabbisogno giornaliero di sodio. Tra i parametri dell’acqua potabile, la legge indica per il sodio un limite di 200 mg/L: più che per la salute umana, però, questo valore ha un significato organolettico, perché oltre questa soglia il sapore dell’acqua può risultare alterato.
Calcio
Il calcio nell’acqua deriva soprattutto dalla dissoluzione delle rocce calcaree ed è il minerale più abbondante nell’organismo umano. È essenziale per la formazione dei denti e la crescita delle ossa e, nelle tubazioni metalliche, può contribuire a prevenirne la corrosione formando uno strato protettivo. La durezza dell’acqua dipende soprattutto dalla presenza di calcio e magnesio, e la normativa non fissa un limite massimo vincolante al quale attenersi per considerare l’acqua potabile di buona qualità o meno.



